Grazie vacanze! L'aubutus è rientrato alla base, carico di gioia e di energia. Ci riportiamo a casa davvero tanto da questo viaggio, in cui davvero siamo tornati bambini e ci siamo impegnati per guardare solo i nostri figli e soprattutto guardare le cose con i loro occhi.
Ci siamo resi conto di quanto basta poco per stupirsi, e di quanto è meravigliosamente bello farlo.
Restare, ingenuamente incantati, davanti al mare, alle onde che vanno e vengono, al correre liberi sulla sabbia. Ma anche a guardare la volta di una chiesa e a contare le stelle dorate dipinte, ad ammirare i tetti di una città medievale e sognare cavalieri e dame, arcieri e sbandieratori.
Riuscire ad essere ancora emozionati e stupefatti di fronte a cose che troppe volte si danno per scontate.
Stare insieme, davvero, senza orari, senza regole permette di ritrovare affetti, di ritrovare anche se stessi, mettersi in discussione e avere dubbi, per poi ritrovare la strada seppur senza certezze.
Il sole sorge ogni mattina, anche se non lo vediamo, perchè coperti da nuvole di incazzature quotidiane. Ma ascoltando i racconti dei miei figli, ho ritrovato quel sole, le parole dei bambini sanno donare pace, se solo sappiamo ascoltarle.
E il sole tramonta ogni sera, e in quei tramonti ho trovato la consapevolezza e ho tolto dalla mente le cose negative.
Ultimamente, purtroppo, ne avevamo accumulate molte; ma ho capito che è inutile incolpare gl'altri delle mie difficoltà, quella è sicuramente la strada più facile.
L'artefice della mia vita sono io, e devo cambiare io, e lasciare questa strada se questa non va bene.
Oggi, leggevo i titoli dei quotidiani, e non ho potuto fare a meno di leggere i resoconti del discorso della first lady Michelle Obama. Sicuramente, una frase su tutte mi ha colpito: " Family first". Ho pensato che arrivava al momento giusto; ho investito molto sulla mia famiglia, sui miei figli, e per certi versi, l'ho trascurata, per progetti che non mi hanno portato a nulla.
Sto imparando a dire no, a non farmi travolgere da onde, il mare è grande e le tempeste ho deciso che me le godo dalla riva.
Per me, per come sono fatta, ho bisogno di profumo di casa, di nido. I miei figli mi hanno fatto delle richieste, e io credo sia giusto rispondere ai loro bisogni.
Non ho voglia di correre ed affannarmi, sempre alla rincorsa di qualcuno o qualcosa. So fare bene il mio lavoro, non ho bisogno di sentirmelo dire; riconosco, da sola il mio valore, e non è superiorità, ma consapevolezza acquisita. Non sento nemmeno di doverlo dimostrare ad altri.
Le uniche persone a cui devo qualcosa sono i miei figli e mio marito, tutto il resto lo lascio al resto del mondo.
Io voglio permettermi il lusso di guardare una pozza d'acqua con i miei bambini durante il temporale, e di andare in giro sotto la pioggia.
Queste vacanze, sono state una ventata d'aria fresca, e, come ogni viaggio ho imparato molto. Molto mi è stato insegnato ancora una volta da una donna straordinaria, a cui ogni giorno andava un pensiero particolare.
Un'amica che lotta, da tanto tempo, troppo tempo, e che durante queste settimane, ha dovuto affrontare l'ennesima battaglia, forse la più difficile, la più in salita, da quando è iniziata la sua malattia. Ora ho solo tanta voglia di sentire la sua voce e di raccontarle tante cose. Oggi spero che finalmente sia a casa sua. Moizza, hai insegnato molte cose a tante donne, so che non mollerai nemmeno stavolta, e sono certa che tutto questo dolore dovrà tornare indietro come felicità. Ti voglio bene.



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