martedì 31 luglio 2012

Cura dei neonati

Mentre spesso sul web impazzano le polemiche tra diversi stili genitoriali, io ho pensato a quanto, comunque, sono fortunati i nostri figli! 
Incuriosita da un articolo letto (http://oasidellemamme.it/2012/07/dal-passato-tecnologie-innovative-per-il-mondo-dei-bambini/) ho fatto un giro in rete e ho trovato delle cose allucinanti!!
Invenzioni strabilianti per l'accudimento dei bambini.
Ve le regalo così lasciando a voi i commenti. Io non ne ho trovati di adeguati :(

Carrozzina per invasioni batteriologiche:




















Crib mounted baby soothing device (con tanto di brevetto depositato):























Radio con antenna per calmare il bambino:




















Baby walker:


















e per concludere questa senza nome:





sabato 28 luglio 2012

Luglio

Siamo nel ventre dell'estate.
Luglio è, per me,  il mese della pienezza, della consapevolezza.
E' un mese femminile.
E' il mese del cancro: il simbolo del cancro è circolare. E' stato descritto come simbolo delle ovaie o dei seni, della vicinanza della relazione madre-bambino. Nel cancro ha il suo domicilio la luna, archetipo della figura femminile.
E' l'esaltazione di Venere, dea dell'amore e della fertilità, dai molti figli. 
El Greco: Sacra famiglia con Sant'Anna
E' la festa che celebra Sant'Anna, madre della Madonna.
Il suo nome si collega a quello di Hannàh, madre sterile di Samuele, derivato dal verbo hanàn che significa “concedere grazia”.  
Sant’Anna, sterile per natura, ottenne da Dio la grazia della maternità in età avanzata, le mamme cristiane la elessero loro speciale Patrona nel periodo della gestazione.  
Diventa la protettrice delle partorienti e delle donne che desiderano la maternità.
La mietitura e la raccolta del grano, la spiga simbolo di fertilità. 
Luglio si conclude con la festa di Lughnasadh: si celebra la festa del grano, del raccolto o del pane. Si celebra l’abbondanza, si prende consapevolezza della ciclicità delle stagioni, si sacrifica parte del raccolto per la semina del prossimo.
Oggi i miei bambini hanno partecipato al rito della mietitura, una grande opportunità. 
Le spighe sul mio tavolo, mi hanno permesso di ricordare tutto questo. Mi hanno riportato la consapevolezza di come in questo momento dell'anno sia necessario il riposo, sia necessario godere dei nostri frutti.
La terra si riposa, si prepara alla nuova semina.
Oggi mi sento terra: godo dei miei frutti, mi fermo, respiro. Imparo a scegliere quello che mi piace di più, le persone con cui voglio condividere questi frutti.
Ma soprattutto mi riposo, pronta a riprendere la strada.



lunedì 23 luglio 2012

Odissea

In questi giorni, il libro che sto leggendo, mi parla di Atena e Telemaco. Atena, sotto mentite spoglie, parla a Telemaco e lo convince a partire per cercare il padre e gli trasmette quel coraggio che manca a Telemaco per partire. Lui, dopo una notte insonne, decide di partire, ma i "pusillanimi" lo scoraggiano; la stessa Atena, di nuovo sotto mentite spoglie, lo istiga, lo provoca: "Perchè sono pochi i figli simili ai padri, molti i peggiori, pochi migliori del padre."
Atena, suggerisce a Telemaco la legge delle generazioni, lo incita a dimostrare di essere meglio di suo padre. 
Mi piace, mi ha fatto riflettere, come in tantissime altre parti, questo libro. Mi sono chiesta, saprò essere come Atena, saprò spingere e spronare i miei figli, come lei fa con Telemaco?
Spesso, la nostalgia di piedini, vagiti, profumi offusca la mente e mi dimentico, di avere davanti due piccoli uomini e una piccola donna.
Loro crescono, e devo far si che prendano il largo da soli, che piano piano la loro luce inizi a brillare, che i loro sogni e le loro aspirazioni li facciano volare.
Credo che il fallimento più grande, sarebbe si accontentassero di qualcosa di meno, per paure o limiti che io ho dato.
Non è facile, essere educatori, non è facile far vedere com'è bello volare, anche in un cielo grigio, piovoso, ma realizzando le proprie aspirazioni.
Ci proviamo: tentiamo di non riversare su di loro le nostre aspirazioni, le nostre aspettative: spesso mi capita di sentire o di vedere bambini, posti al centro, bambini educati per realizzare le aspettative sociali dei genitori.
Cerchiamo di ricordarci che i nostri figli non siamo noi, che non devono fare o non devono avere ciò che noi non abbiamo avuto. 
Cerchiamo di non far perdere a nostri figli la loro unicità. Non vorrei mai brillassero di luce riflessa, la luce che emanano è unica e meravigliosa e mi piacerebbe vederla volare in alto, un domani.
Per ora mi sforzo, di non essere pusillanime! 
Il resto sono "Cose che nessuno sa", ve ne consiglio la lettura.

mercoledì 18 luglio 2012

caro consorte

Caro consorte, e sono 14! 
Tu che quel giorno, su una spiaggia ventosa, di un' isola meravigliosa, mi chiedesti di passare il resto della vita insieme, tu che ti sei emozionato ad ogni mio traguardo, tu che hai accolto i miei pianti di sfogo, di gioia e di dolore, tu che alla vista della nostra prima figlia sei rimasto incantato senza il coraggio il toccarla per paura di romperla, tu che corri per esserci e, soffri perchè spesso non riesci, tu che mi guardi e mi fai sentire al sicuro, tu che ancora chiedi silenzio in questa casa affollata, tu che canti con la stessa nota tutte le canzoni di questo mondo, tu che ci provi sempre anche quando non vorresti, tu che ti fai il frullato con la marmellata rimasta nel barattolo, tu che mi hai portato via più volte chiedendomi un sorriso, tu che ascolti tutte le mie storie e ne capisci, forse, la metà, tu che hai trattenuto le lacrime quando il pulmann partiva, tu che mi salvi e sparecchi la tavola tutte le sere, tu che mi hai donato i regali più preziosi e che, oggi, li guardi e, come me, ti emozioni.
Grazie Dottore per questo viaggio meraviglioso, grazie per aver reso questo aubutus quantrillo così speciale. Buon anniversario!

sabato 14 luglio 2012

Il litigio perfetto

Rientrati alla base, mi pongo una domanda: esiste un litigio perfetto? Come insegnare ai miei figli, in particolare ai due testosteronici maschi, come litigare rispettandosi.
Potrebbe sembrare un controsenso, ma qui si litiga per tutto! Si passa da immagini idilliache come questa e momenti di fuoco e fiamme, in cui i due si trasformano in paladini della giustizia, pronti a giustiziare l'altro per il torto subito.
Il torto, è il posto sul divano, il gioco che volevo io, l'ultima forchettata di pasta rimasta nella pentola e via dicendo.
Bisogna anche imparare a litigare, ci siamo passati tutti. Mi piacerebbe che il litigio, diventasse un momento istruttivo, e non solo  fine a se stesso.
L'idea sarebbe quella che i miei figli, litigando imparassero a gestire i conflitti, tramutandoli in qualcosa di costruttivo.
Sono consapevole, che in molti esperti, sono già arrivati, ma trovo questi metodi, di difficile applicazione ai bambini.
Ma ci proviamo.
Abbiamo congelato gli insulti, e questo lo trovo un risultato soddisfacente: ci concentriamo sul motivo del contendere, funziona bene.
Abbiamo imparato ad ascoltare l'altro: non sempre funziona, ma qualche volta ci riusciamo.
Ora lavoriamo sul capire le ragioni dell'altro, credo sarà lunga la strada. 
Spiegare ad un cinquenne che suo fratello, ha una fame atavica, e, non può davvero rinunciare a quella pasta rimasta, è un'impresa titanica.
Mi tengo la via di fuga. Un pezzo di parmigiano di solito aiuta! 
Il più grande ha iniziato a capire e ora quando vede che non si risolve nulla, ulula: "vado a bere, poi ne riparliamo!".

lunedì 9 luglio 2012

Di figli riflettendo...

In questi giorni di vacanza, e soprattutto, per la prima volta così lontana da mia figlia, riflettevo su metodi educativi e sul ruolo di genitore.
Ci sono tanti metodi educativi, libri di ogni genere, esperti come se piovesse, ma poi con i figli, ogni giorno ci siamo noi. 
Noi genitori, che tentiamo di fare del nostro meglio. 
Spesso, mi capita, nel dopo, di ripensare e, di dirmi se avessi fatto, se avessi detto. Succede che mi sento "sbagliata" nel mio ruolo.
Ho imparato, piano piano, e questo lo devo ai miei figli, a perdonarmi, ad essere meno rigida con me stessa. 
Faccio il meglio che posso, con gli strumenti che ho in quel momento, ma soprattutto cerco di essere il più flessibile possibile. 
Devo ammettere che questa flessibilità, la devo all'allattamento al seno; la capacità che ho acquisito di non imporre ritmi, di aspettare, di mettermi in ascolto dei miei bambini, l'ho imparata con l'allattamento e, non nego, mi sta aiutando molto ora. L'ascolto, l'essere a loro disposizione, e fidarmi della loro voce, sta dando i suoi frutti. 
E, adesso che crescono, cerco di fare così: mi fido, e giorno dopo giorno cerco di crescere con loro. Non credo di seguire un metodo educativo particolare, provo a non assegnarmi etichette.
Cerco di considerare sempre i miei figli, competenti, di ascoltarli, pensando che loro sappiano di cosa hanno bisogno. Crescono talmente in fretta che quello che ho fatto ieri, oggi non va più bene e devo rivedere tutto, e, quello che va bene per uno, si rivela un fallimento per gl'altri.
E' un percorso in salita, ma in questi giorni, ho deciso di darmi una pacca sulla spalla, perchè mia figlia, dall'Inghilterra,  ha saputo darmi gioie e soddisfazioni. 
Mi ha fatto capire che stiamo crescendo nella direzione giusta, almeno fino a domani, quando dovrò rivedere tutto, perchè lei cambierà di nuovo e io dovrò aiutarla ad andare verso il mondo. 
Educare, significa portare fuori, condurre: io devo aiutarla a far emergere le sue qualità, devo aiutarla a diventare adulta e a prendere il volo. 
Per fare questo mi devo fidare e, seguire le sue inclinazioni, accompagnandola per mano finchè non volerà da sola.


giovedì 5 luglio 2012

Stay tuned: allattamento e lavoro

Stasera non potevo non scrivere di questa bellissima novità.
Nei prossimi giorni sarà on-line un nuovissimo blog, il titolo: "Lavoro&Allatto", la padrona di casa: Tiziana Catanzani. 
Una certezza se si parla di allattamento: mamma di 4 figli, è stata Consulente de La Leche League, dal 2003 IBCLC e Mother Assistant, educatrice perinatale, collaboratrice UNICEF e formatrice per il MIPA, co-autrice con Paola Negri del libro "Allattare: un gesto d'amore".
Il titolo del blog prende il nome dal nuovo libro di Tiziana, che uscirà a settembre. Per tutte le mamme che allattano, il rientro al lavoro è sicuramente uno dei momenti più critici e difficili. Spesso, le mamme decidono di smettere di allattare, perchè non hanno trovato le giuste informazioni per gestire questa fase dell'allattamento. E parlando con loro, ritrovo amarezza e rimpianto per questa scelta.
Finalmente si parla, e lo si fa sempre di più di allattamento e lavoro, di come sia possibile conciliare le due cose. Basta "consigli" alle mamme su come togliere la tetta per rientrare al lavoro, inviti, quasi mai richiesti, a mollare l'allattamento, perchè stanca, perchè sfinisce, perchè mal si concilia con il lavoro e il "rientro in società".
Raccontiamo invece, ad esempio, di quanto l'allattamento potrà aiutarle a gestire il distacco, dovuto al rientro al lavoro, di come sarà tranquillizzante e appagante ritrovarsi con il proprio bambino dopo una giornata di lavoro, attraverso un gesto così semplice e quotidiano, sia per la mamma sia per il bambino. 
Condividiamo esperienze positive di mamme che sono rientrate al lavoro e sono riuscite perfettamente a gestire il proprio allattamento, in modo naturale e sereno per tutta la famiglia.
Quindi sono veramente felice, che Tiziana abbia deciso di dar vita a questo blog, e che il titolo sia proprio questo. E non vedo l'ora di leggere il libro a settembre. 
Stay Tuned: ne riparlerò sicuramente! e prossimamente tutte sul blog di Tiziana.



martedì 3 luglio 2012

Maschere

«Noi non ci accontentiamo della vita che è in noi e nel nostro proprio essere: vogliamo vivere nel pensiero degli altri una vita immaginaria, e a questo fine ci sforziamo di apparire. Lavoriamo senza posa ad abbellire e conservare il nostro essere immaginario, e trascuriamo quello vero».
Blaise Pascal
Volevo riprendere una frase dal post precedente, tornando sull'essere. Forse perchè in questi giorni, sono bombardata da immagini e notizie di persone che che cercano di esserci sempre, in ogni momento, che non riescono proprio ad essere soltanto, ma hanno questa smania di dover o voler apparire. 
Per chi, come me, sceglie di viaggiare in aubutus, una Ferrari fa poco effetto, soprattutto se poi ti lascia a piedi in mezzo ad una strada, perchè nel cofano c'era il motore di una carretta!  
Non penso di essere l'unica che è rimasta delusa di qualcuno, perchè ci siamo accorti che era diverso da come appariva. Perchè, ci si è manifestata, non per ciò che era, ma per come voleva che noi la vedessimo. Apparire, affermarsi, raggiungere degli obiettivi non per qualità davvero possedute, ma solo per ciò che si riesce a far credere agli altri.
Quello che vediamo è solo una bella immagine, ma la realtà dell'essere di quella persona poi è tutta un'altra storia! 
Ci sono persone, che pensano di essere ciò che hanno, ciò che possiedono, e quindi avanzano cercando di raggiungere un'immagine perfetta di sè stessi. E così, più gl'altri pensano che questa persona è potente, più lei si sente legittimata a continuare. E, pur di raggiungere gli obiettivi, pur di avere un'immagine da vincente, passa sopra tutto senza rispetto, e cosa ancor più terribile, si giustifica di tutto ciò, perchè comunque ha raggiunto i suoi obiettivi. 
L'omicidio dell'essere.
L'importante è arrivare prima, vincere, far si che tutti intorno arrivino dopo. Loro, i primi, devono essere irraggiungibili. 
Ma davvero dei secondi non si ricorda nessuno? 
Se ripensiamo alla storia, forse non è così. Gli eventi che ci ricordiamo di più sono quelli avvenuti alla fine di un'epoca, alla fine di una storia. Figlia della mia storia, ad esempio, ricordo la fine degli anni '80, finisce un'epoca e cade il muro di Berlino.
Oppure nello sport, come non ricordare alle olimpiadi invernali di Calgary la nazionale giamaicana di bob!! Quanto sono diventati famosi, nonostante la performance olimpionica fosse stata deludente?
Scrivo, di cose superficiali, può essere, ma scrivo per me, non per diventare famosa e soprattutto non per apparire, ma per essere. Sono sempre seconda, ne sono felice, arrivo dopo e faccio meglio.