martedì 3 luglio 2012

Maschere

«Noi non ci accontentiamo della vita che è in noi e nel nostro proprio essere: vogliamo vivere nel pensiero degli altri una vita immaginaria, e a questo fine ci sforziamo di apparire. Lavoriamo senza posa ad abbellire e conservare il nostro essere immaginario, e trascuriamo quello vero».
Blaise Pascal
Volevo riprendere una frase dal post precedente, tornando sull'essere. Forse perchè in questi giorni, sono bombardata da immagini e notizie di persone che che cercano di esserci sempre, in ogni momento, che non riescono proprio ad essere soltanto, ma hanno questa smania di dover o voler apparire. 
Per chi, come me, sceglie di viaggiare in aubutus, una Ferrari fa poco effetto, soprattutto se poi ti lascia a piedi in mezzo ad una strada, perchè nel cofano c'era il motore di una carretta!  
Non penso di essere l'unica che è rimasta delusa di qualcuno, perchè ci siamo accorti che era diverso da come appariva. Perchè, ci si è manifestata, non per ciò che era, ma per come voleva che noi la vedessimo. Apparire, affermarsi, raggiungere degli obiettivi non per qualità davvero possedute, ma solo per ciò che si riesce a far credere agli altri.
Quello che vediamo è solo una bella immagine, ma la realtà dell'essere di quella persona poi è tutta un'altra storia! 
Ci sono persone, che pensano di essere ciò che hanno, ciò che possiedono, e quindi avanzano cercando di raggiungere un'immagine perfetta di sè stessi. E così, più gl'altri pensano che questa persona è potente, più lei si sente legittimata a continuare. E, pur di raggiungere gli obiettivi, pur di avere un'immagine da vincente, passa sopra tutto senza rispetto, e cosa ancor più terribile, si giustifica di tutto ciò, perchè comunque ha raggiunto i suoi obiettivi. 
L'omicidio dell'essere.
L'importante è arrivare prima, vincere, far si che tutti intorno arrivino dopo. Loro, i primi, devono essere irraggiungibili. 
Ma davvero dei secondi non si ricorda nessuno? 
Se ripensiamo alla storia, forse non è così. Gli eventi che ci ricordiamo di più sono quelli avvenuti alla fine di un'epoca, alla fine di una storia. Figlia della mia storia, ad esempio, ricordo la fine degli anni '80, finisce un'epoca e cade il muro di Berlino.
Oppure nello sport, come non ricordare alle olimpiadi invernali di Calgary la nazionale giamaicana di bob!! Quanto sono diventati famosi, nonostante la performance olimpionica fosse stata deludente?
Scrivo, di cose superficiali, può essere, ma scrivo per me, non per diventare famosa e soprattutto non per apparire, ma per essere. Sono sempre seconda, ne sono felice, arrivo dopo e faccio meglio. 


1 commento:

  1. cara geo, siamo nell'era di facebook e pare che essere s-facciati sia tornato molto di moda..... non si scrive più quello che si è, ma quello che si vorrebbe essere ( come se fosse già la realtà)
    io per esempio sono farmacista e doula, amante dei cani e esperta di giapponese (in formazione)
    ahahahahaha.....

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