lunedì 11 febbraio 2013

Lucy van Pelt

Sarà un post breve, come lo sono i miei pensieri ultimamente. Rapidi, concisi e decisi. 
Inutile piangere sul latte versato, si asciuga e ci si riempie di nuovo il bicchiere.
Lungi dal me, come sempre, dispensare consigli, bensì cercare conforto, tra chi come me, perde una tenera piccola bambina per ritrovarsi fra le mura domestiche una figlia in età puberale alle porte dell'adolescenza. Sono una genitrice afflitta.
Fino ad ieri, ti sentivi un essere divino, il genitore perfetto, che aveva la ricetta giusta. Empatia, dialogo, accoglienza...quasi quasi ti meritavi il grammy come miglior genitore dell'anno. Magari, sotto sotto, ti scappava pure la critichella a quella mamma, perchè mica era brava come te.
Ora navighiamo a vista...cerchiamo di mantenerci a galla, in questo oceano in tempesta, in questo tumulto di ormoni impazziti, di neuroni che si perdono e chissà se li ritroveremo.
Varcare la porta della camera di mia figlia, è diventata un impresa titanica, scavalco ammassi di vestiti, non so se sono sporchi o puliti, carte, penne, libri nulla ha più un posto, ma lei dice che è in ordine. 
E il terrore mi assale quando mi sovviene alla mente l'anatema che mia madre (giuro è una mamma meravigliosa!) era solita lanciarmi: "ti auguro una figlia peggio di te"...li per li non ho mai capito, ora so!
Mi conforta il fatto, che non sono sola, che milioni di altri genitori si mantengono a galla, e che dietro a quella saccente dodicenne, che mi urla "sei jurassica", c'è ancora il mio piccolo sole, che verso sera, mi manda un sms e mi chiede "giochiamo a ruzzle?", antica a me!




sabato 19 gennaio 2013

Datemi orizzonti

"Il fallimento più grande è non averci mai provato" dice il saggio. Io ci ho provato, ci ho messo tutto quello che potevo, mi sono impegnata, ma non andava mai bene, non va mai bene, comunque fai sbagli perchè qualcuno ti "urla" che si poteva fare meglio.
Sono arrivata a sentirmi come la cucina francese: "manca di prospettiva", come dice Anton Ego.
Non si può mancare di prospettiva nella vita. Hai bisogno di prospettive di fiducia, di stima, di apertura, di disponibilità, di comprensione nei confronti delle tue debolezze e anche di benevolenza per i tuoi errori, solo così si puo guardare avanti e ridefinire nuovi obiettivi.
E' come con i figli, li accogli, ti apri a loro, gli doni nuove prospettive donadogli la tua fiducia, il tuo ascolto e comprendi i loro errori, li aiuti a rialzarsi quando cadono, stai al loro fianco esaltando le loro doti e spiegando che i difetti possono anche trasformarsi in pregi se visti da altre angolazioni.
Quando, le persone con cui viaggi, parlano come Anton Ego e la prospettiva svanisce, ti rimane solo il rumore delle porte sbattute e la tristezza che la chiusura porta con sè. 
Se arrivi al punto che esprimere le emozioni diventa complicato, se ti devi difendere da chi vuoi bene, vuol dire che è arrivato il momento di girarsi e cambiare strada, di chiudere la porta senza far rumore, silenziosamente e con la consapevolezza, che ciò che porti fuori non è tutto, perchè parte di te resterà dentro, dietro quella porta, e ci vuole rispetto anche per questo.
Ora, però, datemi un nuovo orizzonte, non occorre sia limpido, va bene anche con le nuvole, ma servono prospettive. Gli strumenti li cercherò strada facendo, per ora cammino aspettando un nuovo attimo importante, perchè è come il lunedì mattina, alzarsi dal letto è una missione impossibile e non vorresti proprio farlo, ma alla fine ti alzi.